In cinque al Tor des Geants per Msolwa

Uno degli Endurance Trail più duri al mondo: il Tor Des Geants. Solo 600 atleti ammessi per correre 330 km con dislivello positivo di circa 24.000 metri in meno di 150 ore. Cinque atletoni 100% solidali: Marina, Luca, Nadir, Pier e Michal. Due obiettivi: una macchina per il riso e una per il mais. Una vera destinazione: il villaggio di Msolwa Ujamaa in Tanzania per cui raccogliere 4835€. Chi corre con loro?
Completata!
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125% Funded
  • 6,035.00€ Donated
  • 4,835.00€ Goal
  • 174 Donors
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About the Campaign


Find the Cure, 17 Settembre 2018

Perché più del sentiero conta il passo, più del passo conta il respiro e più del respiro conta il sogno.

La tenacia di Marina, la calma di Luca, l’esperienza di Pier, la gioia di Nadir e la pazzia di Michal hanno portato i nostri 5 Atletoni a tagliare il traguardo a Courmayeur dopo 330km di quello che per loro è stato il grande viaggio.

Atletoni dalle gambe forti e dal cuore grande insieme a Donatori dal cuore altrettanto grande: grazie a voi ora il villaggio di Msolwa Ujamaa in Tanzania possiede i macchinari per la lavorazioni del mais e del riso e campi per poter coltivare. A voler donare eravate talmente tanti che l’obiettivo previsto è stato superato due volte!

Ora, e come sempre, il nostro miglior ringraziamento è andare avanti, sempre dritto, insieme a voi!

La campagna:



Il Tor Des Geants è una delle gare di Endurance Trail più dure al mondo. Si tratta di una corsa a piedi in ambiente naturale, che percorre i sentieri delle Alte Vie 1 e 2 della Valle d’Aosta con partenza e arrivo nel Comune di Courmayeur. Il percorso è di circa 330 km con dislivello positivo di circa 24.000 metri, attraversando il territorio di 34 comuni. La gara si svolge in una sola tappa, velocità libera con un tempo limitato di 150 ore e in regime di semi-autosufficienza.

Domenica 9 settembre alle ore 12, dalla piazza centrale di Courmayeur sarà dato il via a questa competizione unica al mondo. Sono 600 circa gli atleti che partono coraggiosi e fiduciosi andando a sfidare i Giganti della Valle d’Aosta, ma soprattutto cercando di resistere al caldo, al freddo, al sonno e alla fatica. Il loro pensiero è quello di raggiungere il Malatrà, l’ultimo colle di questa folle competizione dove ci si aggiudica il titolo di Giganti.

“Guarda!” “Cosa?” “Non le vedi?” “No, cosa” “Ci sono delle lucine che scendono nel bosco” “Ma chi sono?” “Sono gli atleti del Tor Des Geants… quei matti!”

Obiettivo: l'acquisto di due macchine per i cereali - e ora anche del terreno per coltivarli!

Ma tra quei 600 atleti ne troviamo 5 un po’ particolari, che chiamiamo Atletoni. Ebbene si, questi Cinque Atletoni correranno per Find The Cure, porteranno in giro i colori solidali con l’obiettivo di aiutare con la loro corsa un villaggio lontano 10.000km da casa

Marina Plavan
Luca Dalmasso
Michal Rafinski
Pierluigi Lovera
Nadir Junod

Macchina per il Riso


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3305€ donati: la raccolta è completata!

Macchina per il Mais


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1530€ donati: la raccolta è completata!

I campi per coltivare


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725€ donati: la raccolta è completata!



Perchè un magazzino per lo stoccaggio mais e cereali a Msolwa Ujamaa, in Tanzania

L’Assumption Primary School e la Compassion Secondary School of Missionaries of Compassion sono situate a Msolwa Ujamaa nel distretto di Kilombero, regione del Morogoro, sud-­ovest della Tanzania.

L’area è prevalentemente rurale e la più vicina area urbana si trova a Ifakara, che dista 60km. La maggior parte degli abitanti dei villaggi sono contadini di mais e riso. A causa della siccità dei primi sei mesi del 2017, i prezzi del cibo sono incrementati di quasi tre volte in Tanzania e i venditori ne hanno approfittato per far crescere costantemente i prezzi al punto che un venditore è stato preso dalla polizia per aver mescolato la calce con la farina di mais. Tutto ciò ha avuto ripercussioni sul budget della scuola e soprattutto sulla qualità dell’alimentazione dei ragazzi dell’ostello.

I genitori hanno così suggerito che producendo loro stessi con i macchinari appositi il riso e il mais, il cibo si sarebbe potuto poi conservare in un magazzino da costruirsi con l’aiuto di Find The Cure. In questo modo la qualità del cibo sarà assicurata e, in caso di emergenze improvvise, il budget della scuola potrà essere preservato.

L’obiettivo di questo progetto è di garantire l’alimentazione dei ragazzi dell’ostello ed eventualmente di aiutare la popolazione locale a produrre e conservare le riserve alimentari per il villaggio stesso.

Il costo totale del progetto è di 15.971 € (di cui 5.971 saranno sostenuti dai Missionary of Compassion e dai genitori) e comprende: l’acquisto del terreno, la costruzione del magazzino, i macchinari per il mais (pulizia e macinatura) e per il riso, i motori per le macchine e l’impianto elettrico.


CINQUE ATLETONI SOLIDALI AL TOR PER MSOLWA

Marina Plavan

SE LO SOGNI… LO PUOI FARE!

“E perché  più del sentiero conta il passo e più del passo conta il respiro ma ancor più del respiro conta il sogno”. Ecco chi è Marina Plavan, quella pazza che farà per la quinta volta consecutiva il Tor des Geants.

Marina Plavan Torino

Il Tor è un mio grande sogno trasformato in realtà, quando parlo di LUI mi si illuminano gli occhi, ripenso ad albe e tramonti inimmaginabili, a fatica, sudore ed emozioni che lasciano segni indelebili nel cuore e nell’anima.

Dunque perché non festeggiare questa mia quinta partecipazione con qualcosa di veramente gigante: dare una mano amica alla realizzazione di progetti di persone così lontane ma in fondo così vicine a noi.

Non sarò sola ma insieme ai miei quattro “compari” spero di poter raggiungere l’obiettivo solidale che comprende l’acquisto di macchinari per lavorare i cereali nel villaggio di Msolwa Ujamaa, in Tanzania.

Noi pensiamo a correre, voi ci date una mano?

Luca Dalmasso

Sono innanzitutto un amante della montagna, in ogni sua forma. Dopo moltissimi anni provando a fare qualsiasi sport legato alla montagna, ho trovato la mia giusta dimensione nel trail running, perché unisce perfettamente le mie due più grandi passioni: la corsa in montagna e l’escursionismo. Come si sa, l’appetito vien mangiando, e le distanze si allungano facilmente. Il Tor mi ha stregato da spettatore seguendolo per 3 anni da vicino e mi è letteralmente entrato dentro.

Luca Dalmasso Cuneo

Ho un ritiro al 4K Endurance nel 2016 da vendicare, grande stimolo per fare bene quest’anno. Però non basta, perché tra le cose che mi hanno stregato nella vita, c’è anche Find The Cure e quindi non ho potuto che gioire immensamente dentro di me quando si è presentata l’occasione di correre un Tor solidale! Il colpo di grazia è arrivato partecipando a due serate solidali in sede Find The Cure a Moncalieri, una sul Mali e una sulla Tanzania, proprio quello per cui vorrei correre questo Tor.

Sarà uno stimolo immenso per me, sapere che in tanti avranno donato per questa causa e spero sia uno stimolo anche per chi dona, a seguirmi (e seguirci) nella nostra sanissima pazzia.

Io ce la metterò tutta, e voi?

Michal Lazzaro Rafinski

Ho iniziato a correre 5 anni fa per liberarmi, stare meglio ed evolvere seguendo la gioia di vivere nelle piccole e grandi scelte della vita. Come ad ogni rinascita troviamo dei doni, oltre alla corsa in montagna ho incrociato I Run For Find The Cure e in entrambi i casi è stato amore profondo.

Michal Lazzaro Rafinski Genova

Con questi stimoli ho da subito sognato in grande arrivando a correre gare immaginifiche!

Find the Cure è diventata una famiglia e con lei ho corso tutta l’Alta Via dei Monti Liguri raccogliendo fondi per uno dei nostri progetti solidali nel 2015.

Da sempre sogno il Tor e quest’anno avrò l’occasione di correrlo nella Squadra Solidale di I Run For Find The Cure per sognare e raccogliere fondi: desidero tutto il vostro appoggio per questo avventuroso progetto, seguitemi, facciamo qualcosa di grande insieme, mettiamoci il cuore, io ci metterò tutto me stesso.

Pierluigi Lovera

TOR DES GEANT! Solo a pronunciarlo mi vengono i brividi. Quando ne sentii parlare da amici e vidi le foto di quei posti meravigliosi attraversati dalla corsa ne rimasi affascinato. Assistetti poi ad una proiezione di filmati della corsa da parte di un finisher, il quale disse che probabilmente tra il pubblico c’era qualcuno che avrebbe potuto provare questa pazzia, ed io, in quel momento pensai: sono io! Non tenendo conto che avevo già superato i 50 e per partecipare oltre ai chilometri macinati, bisognava anche essere sorteggiati… Ed ora, a 58 anni, eccomi qua, onoratissimo di far parte addirittura degli Atletoni di Find The Cure.

Pierluigi Lovera Cuneo

Da quella serata le distanze ed i dislivelli sono via via aumentati, e dopo aver rotto il ghiaccio con il mondo del trail running con il Valle Varaita Trail dell’amico Luca, sono riuscito a portare a termine alcuni ultra ( CRO, LUT, UTMB, SCENIC) e il 4K endurance. Pur abitando in pianura, la montagna mi attrae, e la frequento appena posso, e così, quando sono su, penso alla fortuna che abbiamo noi tutti di essere nati in “questa parte del mondo” ed a cosa si potrebbe fare per aiutare chi è meno fortunato.

Questa, quindi, è l’occasione giusta per rendermi utile, nel mio piccolo. Statene certi che darò il massimo per contribuire a questa splendida iniziativa.

Nadir Junod

Ciao a tutti, sono Nadir, valdostano di Cerellaz, da 36 anni innamorato della montagna e da alcuni anni anche della corsa; sono impegnato quest’anno nel mio primo Tor des Geants. Non nascondo l’emozione, finalmente ci siamo. Ricordo ancora la prima edizione del Tor, nel lontano 2010, impresa impossibile mi dicevo leggendo l’altimetria del percorso e conoscendo parte dei sentieri, poi seguendo dal vivo l’avventura di conoscenti e non, pian piano ho sentito nascere l’attrazione verso questa sfida e finalmente, alla terza iscrizione sono stato sorteggiato!

Nadir Junod Aosta

Nel frattempo ho conosciuto, tramite un vecchio amico, i progetti di I Run for Find the Cure e, rimasto colpito soprattutto dall’entusiasmo, dalla simpatia e dalla voglia di stare assieme dei suoi membri.

Ho deciso di essere partecipe anch’io di questa stupenda iniziativa solidale in cui coniugare un mio grande sogno ad uno ancora più grande, condiviso con tante altre fantastiche persone e i cui frutti doneranno un po’ di fiducia e di felicità nel lontano villaggio di Msolwa Ujamaa in Tanzania. Io corro ma non scappo! Splendido motto da tenere a mente in tutti gli ambiti della nostra breve vita.


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8 comments

  • Giacomo

    Finish Line Courmayeur… Perché è lì che mi piace immaginarvi tutti e 5… Con un sorriso grande come il cuore che state dimostrando! Forza ragazzi e viva FTC!!!

    4 July 2018 at 16:21 Reply

  • Kuba

    L’Alpe Arpettaz! Uno dei sentieri che preferivo percorrere da ragazzo in bici. Sognavo di farlo scoprire a tanti amici e ora cinque di loro saranno ambasciatori di un altro sogno. All’arpettaz saranno solo all’inizio di questo viaggio chiamato TDG

    4 July 2018 at 19:23 Reply

  • Alessandra C.

    Come sempre una splendida iniziativa…. cose come questa mi allargano il cuore e mi danno speranza di un mondo migliore… Grazie ragazzi e grazie find the cure….

    10 July 2018 at 10:41 Reply

  • Tiziana C.

    Perchè la vita è una gara ma se il traguardo è anche aiutare
    chi ha più bisogno……beh il premio è sicuramente speciale.
    Siete dei grandi.

    11 July 2018 at 18:20 Reply

  • Armando Peretti

    “Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme.”

    11 July 2018 at 22:27 Reply

  • Omar R.

    Bellissima iniziativa,
    ho aderito con piacere per fare correre un po’ di più il mio collega ed amico Luca Dalmasso!

    7 August 2018 at 14:39 Reply

  • Maria

    Forza “Atletoni”. Il vostro amore per la corsa e la montagna vi porterà lontano….. Grazie! e grazie Find

    31 August 2018 at 11:01 Reply

  • Jadwiga

    Fiera di Voi Ragazzi! Il mondo subito sembra migliore . In bocca al lupo per gara.

    1 September 2018 at 16:58 Reply

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